Comunque vadano le cose…

Tre ranocchi curiosi si avventurarono un giorno fuori dello stagno
 dove erano sempre vissuti e cominciarono ad esplorare il mondo.
Nei pressi dello stagno sorgeva una prospera fattoria.
I  tre ranocchi cominciarono la loro esplorazione dall’aia.
Ma due galline li scorsero e, felici di variare il menù,
si avventarono su di loro con i becchi affilati e l’acquolina in bocca.
I  tre ranocchi però erano svelti e arditi.
Proprio in quel momento,
il fattore posò davanti alla porta della stalla il bidone del latte.
Con due prodigiosi balzi, i tre ranocchi si tuffarono nel bidone.
Si trovarono a nuotare nel latte.
Sulle prime la nuova sensazione li rese allegri ed euforici.
Poi cominciarono a preoccuparsi.
Dovevano assolutamente uscire di là al più presto!
Un fattore arrabbiato era peggio delle galline…
Provarono e riprovarono,
ma l’imboccatura del bidone era stretta
e le pareti d’acciaio lisce e scivolose.
Il primo ranocchio era un fatalista.
 Annaspò un po’ e poi disse:
“Non usciremo mai di qui. E’ la fine!”.
Si lasciò andare ed annegò.
Il secondo ranocchio era un intellettuale,
con una grande preparazione teorica sui liquidi,
il salto e le loro leggi fisiche.
 Eseguì rapidamente tutti i calcoli che
riguardavano la distanza dalla bocca del bidone,
il suo diametro, la spinta occorrente, la parabola,
il peso, la gravità terrestre, l’accelerazione.
Trovò la formula giusta e spiccò il salto con gran vigore.
Ma… non aveva calcolato il manico del bidone.
Sbatté una tremenda capocciata,
svenne e finì miseramente in fondo al bidone.
Il terzo ranocchio non smise un attimo di nuotare
e darsi da fare con tutte le sue forze.
Così il latte si trasformò in burro, scivoloso ma solido,
e il ranocchio riuscì a saltare fuori facilmente.


Comunque ti vadano le cose,
non perdere la speranza.
E datti da fare…