A cosa serve l’umilta’?

Negli antichi codici, c’è la storia di una fanciulla,
che aveva fatto parte del gruppo delle donne che
 avevano accompagnato Gesù fin sul Calvario.
Era una giovane timida, silenziosa e riservata.
Alla notizia della Risurrezione,
non aveva avuto bisogno né di visioni né di conferme.
Aveva creduto subito.
E spinta da un ‘audacia mai avuta prima,
si era fatta pellegrina per annunciare le parole di Gesù.
Non aveva più paura.
Predicava nelle città e nei villaggi.
Un giorno le si avvicinò un uomo,
che era stato profondamente impressionato dalla sua testimonianza.
E le chiese:
«Dimmi, qual è il segreto del tuo coraggio?».
«L’umiltà. Così mi ha insegnato il Maestro».
L’uomo stette un attimo in silenzio, poi chiese ancora:
 «E a che cosa serve l’umiltà?».
«A dire per prima: “Ti voglio bene” e “perdonami”».


“Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete?
Non fanno così anche i peccatori?
E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario?
 Non fanno così anche i pagani?
(Vangelo di Matteo 5,46-48)