Cosa scrivi nella sabbia?
Troveremo sempre gente che cercherà
di convincerci che credere in Dio
sia una noia e che la felicità è da tutt’altra parte.
Troveremo sempre gente che cercherà
di farci credere che Dio sia una cosa seria,
ma che non bisogna esagerare.
Troveremo sempre gente che cercherà di farci credere
che Dio è solo un poliziotto o una spia
che ci sorveglia e ci tiene d’occhio giorno e notte
al di sopra degli occhiali.
Come se Dio scrivesse giorno e notte
e annotasse tutto in un grande libro:
i nostri errori e i nostri peccati,
i nostri lati buoni e quelli cattivi…
Ma perché Dio dovrebbe essere noioso con noi?
Perché Dio dovrebbe essere severo
con noi o addirittura contro di noi?
Perché Dio dovrebbe essere nemico della nostra felicità?
E perché c’è chi vuole trasformare Dio
in una specie di computer che conta e riconta?
Dio non è una macchina!
Volete una prova?
L’unico libro dei conti di Gesù è la sabbia…
Avete già perso qualcosa nella sabbia?
Provate a ritrovarla!
La sabbia ingoia tutto,
la sabbia dimentica tutto, la sabbia cancella tutto…
Non rimane niente nella sabbia e tutto sparisce nella sabbia.
Gesù scrive sulla sabbia.
Vi ricordate del brano di Vangelo,
quando i maestri della legge e i farisei portano davanti a Gesù
una donna sorpresa in adulterio e strattonandola
la mettono in mezzo al gruppo
sottoponendola al giudizio di Gesù?
La donna accusata di peccato è davanti a lui.
Cosa fa Gesù?
Guarda in terra e scrive col dito nella sabbia.
Un tribunale ben strano!
Se il giudice scrive nella sabbia, non rimarrà niente!
Basterà il vento della sera e tutto sarà cancellato!
Niente dossier voluminosi!
Gesù non sa cosa siano.
Ma siccome i maestri della legge insistono
perché si arrivi ad un giudizio;
Gesù alza la testa e dice:
“Chi tra voi è senza peccato scagli la prima pietra contro di lei”.
E riprende a scarabocchiare nella sabbia.
Ben presto la piazza degli accusatori si svuota.
La donna rimane sola, in piedi.
Gesù si alza.
Un semplice sguardo.
Una semplice parola.
“Nessuno ti ha condannata?”.
“Nessuno, Signore”.
“Neppure io ti condanno.
Và, ma d’ora in poi non peccare più!”.
Gesù scrive nella sabbia perché
per Gesù il peccato è già perdonato.
Per Gesù il peccato si cancella
come tutto ciò che è scritto sulla sabbia.
Basta volerlo.







