E se il filo si rompe?
Un fedele buono, ma piuttosto debole,
si confessava di solito dal parroco.
Le sue confessioni sembravano però un disco rotto:
sempre le stesse mancanze,
e soprattutto sempre lo stesso peccato.
“Basta!”
gli disse; un giorno, in tono severo il parroco.
“Non devi prendere in giro il Signore.
E’ l’ultima volta che ti assolvo per questo peccato.
Ricordatelo!”.
Ma quindici giorni dopo, il fedele
era di nuovo là a confessare il suo solito peccato.
Il confessore perse davvero la pazienza:
” Ti avevo avvertito: non ti do l’assoluzione. Così impari…”.
Avvilito e colmo di vergogna, il povero’uomo si alzò.
Proprio sopra il confessionale, appeso al muro,
troneggiava un grande crocifisso di gesso.
L’uomo lo guardò.
In quell’istante, il Gesù di gesso del crocifisso si animò,
sollevò un braccio dalla sua secolare
posizione e tracciò il segno dell’assoluzione:
“Io ti assolvo dai tuoi peccati…”.
Ognuno di noi è legato a Dio con un filo.
Quando commettiamo un peccato, il filo si rompe.
La conseguenza: ci allontaniamo dalla vera felicità.
Ma quando ci pentiamo della nostra colpa,
Dio fa un nodo nel filo, che diviene più corto di prima.
Di perdono in perdono ci avviciniamo a Dio.
E la felicità aumenta sempre di più..







