Ti faccio io il regalo!

Strano, ma vero.
Gabriele, un bambino di quattro anni, quella mattina si alzò dal letto proprio deciso a fare alla mamma un bel regalo.
Era la sua festa.
“Mamma  oggi ci penso io a mettere in ordine la mia stanza!”
 E la prega di lasciarlo solo almeno per due ore.
Si chiude nella sua camera per la grande operazione-regalo.
Ce la mette proprio tutta.
Passate le due ore, la mamma bussa alla porta, lo chiama e si fa aprire.
Il sorriso di compiacenza della mamma si intreccia con lo sguardo rammaricato del figlio.
Com’era prevedibile, il disordine nella stanza del piccolo regnava più sovrano di prima.
Gabriele  è cosciente di non essere riuscito a portare a termine l’impresa e chiede alla mamma altre due ore di tempo.
A questo punto la mamma lo prende in braccio, gli fa capire che il regalo è già completo e gradito, ma
“è ancor migliore se tu lasci la tua stanza e vai a giocare con tuo fratello”.
“Ma…l’ordine nella mia camera?”
“Preferisco che tu vada a giocare con tuo fratello che ti aspetta; alla tua stanza ci penso io”.
Verso mezzogiorno i piccoli tornano dal gioco.
Prima di mettersi a tavola a consumare il pranzetto che la mamma ha preparato,
vanno in camera a deporre berretto e cappotto.
Gabriele s’accorge che è vero quello che gli diceva la mamma:
“Tu pensa a stare con tuo fratello; impegnati a giocare con lui e io penserò a te,
a farti trovare il regalo di una stanza ordinata.”


Ogni volta che penso e mi preoccupo della mia perfezione,
capisco che perdo tempo e sono inconcludente.
Dio preferisce che io stia a “giocare” con mio fratello;
vuole che prima di tutto il mio rapporto con il mio prossimo sia sereno.
Ci pensa lui a ordinare e arricchire la mia anima.
Amare il prossimo permette a Dio di curarsi personalmente di te,

della tua vita e della tua santità…