Come una goccia d’acqua…
Allora disse il gran Padre, il Padre di tutte le cose:
“Vai, vai e non ritornare da me prima di aver mostrato agli esseri la mia presenza!”
E ne fu spaventata.
Non era che una piccola goccia d’acqua.
Come avrebbe potuto dimostrare la potenza di Dio?
Voleva tornare indietro ma non poteva.
Era stata mandata.
Quando cadde dal cielo l’avvolse l’aria e quasi la consumò.
Poi fu impastata dalla terra.
Si vergognava perché prima era stata un piccolo specchio del cielo,
ora invece, era piena di polvere attaccaticcia.
E sentì una radice vicina.
E la radice l’afferrò.
Divenne parte di una pianta.
Fu una fibra, una goccia di frutto.
Si sentì bere più volte.
Spesso soffiata via nel vapore, si rapprese col freddo e ricadde giù.
Una lunga storia.
Imparò a sentirsi terra e vegetale.
Visse molte volte pulsazioni nel sangue dei viventi.
E fu fiume, lago, filo di perle quando cadeva nella rugiada del mattino.
Le sembrò di perdersi, di sparire.
Soffrì molto.
Ora cercata con rabbia, ora pestata e dimenticata.
Poi un giorno, il sole la prese con più forza del solito, e la portò con sé in alto.
Le disse: “Sono finite le tue stagioni, gocciolina, sali di nuovo.
Ti aspetta il Gran Padre!”.
La goccia salì e le sembrò di essere felice.
Ma quando si vide protendersi in alto, ebbe nostalgia.
Il Padre delle cose le sorrise:
“Hai fatto bene, piccola mia – le disse – ora cosa vuoi?”.
“Ritornare giù, papà, ritornare giù!
Qui vicino a te, sono un cristallo di gioia, ma laggiù,
nel mondo pieno di sete,
io sono molto di più: sono la tua presenza!”.
Siamo tante piccole gocce.
E possiamo mostrare nella nostra vita la presenza di Dio…


















