Perchè il cuore è inquieto?

Racconta unLuca aveva 24 anni, una laurea in economia e un contratto in una startup milanese. Viveva tra aperitivi, palestra e weekend fuori porta con la sua ragazza.
Ma un’estate accettò l’invito di un amico a fare una settimana di silenzio in un monastero benedettino. All’inizio fu uno shock: niente telefono, sveglia alle 5, lavoro nei campi, preghiera sette volte al giorno.
Ma qualcosa lo colpì: il silenzio del mattino che sembrava fermare l’aria, i volti sereni dei monaci, la libertà che traspariva dai loro gesti.
Una sera, mentre lavava i piatti con fratel Andrea, gli chiese: “Fratel Andrea, ma non ti manca la vita vera?”
Il monaco sorrise: “Qui non dobbiamo fingere. Qui siamo noi, ogni giorno.”

Tornato a Milano, capì che il rumore fatto di lavoro, aperitivi, palestra e di viaggi con la ragazza non gli diceva più nulla. Il silenzio sì.
La Parola gli parlava davvero.
Dopo mesi di silenzi che non riusciva più a ignorare, Luca lasciò il lavoro, vendette la moto, lasciò la ragazza e tornò al monastero. Non per fuggire, ma per trovare ciò che il suo cuore cercava.
Oggi è fratel Luca. Coltiva l’orto, ascolta la Parola, canta i salmi. Non ha follower, ma ha fratelli. Non ha orari flessibili, ma ha tempo per ciò che conta. E quando i giovani gli chiedono se non si è “perso qualcosa della vita”, risponde: “
Si, ho perso il superfluo. E ho trovato ciò che conta.”


Nella vita ci sono cose superflue, cose importanti e cose essenziali.
Il  cuore dell’uomo è fatto solo per le cose essenziali


“Ci hai fatti per Te, Signore, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Te”.
S.Agostino


“Non preoccuparti di quello che pensa il mondo o dei suoi falsi bisogni.
 A te basti sapere che mi ami e che Io ti amo.”

(Gabrielle Bossis – Lui e Io – Diario intimo di una mistica del novecento)