Avere un peso sul cuore…

Nel paese c’era una sala che la gente usava per molte cose: riunioni, feste, incontri. Col tempo, però, era diventata il posto in cui ci si rifugiava quando qualcosa pesava nel cuore.
Quattro muri, delle sedie e una finestra affacciata sulla piazza: ognuno vi portava la propria storia così com’era. Un giorno, una donna anziana pronunciò una frase che fece fermare tutti: ‘Le storie non servono a convincere nessuno. Servono a capire che non siamo soli.’
Allora uno dei presenti raccontò un pezzo della sua vita, senza scuse e senza colpe. Un altro fece lo stesso, poi un altro ancora, finché la sala non si riempì di voci calme e prive di timore.
Mentre parlavano, si vedeva ciascuno tirare fuori ciò che aveva custodito nel cuore per troppo tempo.
E ogni racconto, condiviso in quel modo, sembrava perdere il suo peso: non rattristava, non divideva, non feriva. La storia tornava così nelle mani di chi l’aveva vissuta, e dolcemente qualcosa iniziava ad alleggerirsi.
Da quel giorno, quella sala non servì più soltanto per sfogarsi, ma per ritrovarsi. E non serviva altro.”

«Nel vespro della nostra vita saremo giudicati sull’amore,
che non è solo sentimento,
ma coraggio di accogliere la verità dell’altro senza giudizio,
facendoci custodi della sua speranza.»



«Portate i pesi gli uni gli altri e così adempirete la legge di Cristo.»
(Galati 6, 2)


«Figlio mio, quando un’anima apre il suo cuore e confida le sue miserie
 senza finzioni, Io mi chino su di essa con tutta la tenerezza del mio amore
per alleggerire il suo giogo e farle sentire la mia pace.»
 
(Gabrielle Bossis – Lui e Io – Diario intimo di una mistica del novecento)