Chi ci sarà mai dentro?

Sui muri e sul giornale della città 
comparve uno strano annuncio funebre:
“Con profondo dolore annunciamo 
la morte della parrocchia di Santa Eurosia.
I funerali avranno luogo domenica alle ore 11″.
La domenica, naturalmente, 
la chiesa di Santa Eurosia era affollata come non mai.
Non c’era più un solo posto libero, neanche in piedi.
Davanti all’altare c’era il catafalco con una bara di legno scuro.
Il parroco pronunciò un semplice discorso:
“Non credo che la nostra parrocchia 
possa rianimarsi e risorgere,
ma dal momento che siamo quasi tutti qui, 
voglio fare un estremo tentativo.
Vorrei che passaste tutti quanti davanti alla bara, 
a dare un’ultima occhiata alla defunta.
Sfilerete in fila indiana, 
uno alla volta e dopo aver guardato il cadavere 
uscirete dalla porta della sacrestia.
Dopo, chi vorrà, potrà rientrare dal portone per la Messa”.
Il parroco aprì la cassa.
Tutti si chiedevano:
“Chi ci sarà mai dentro?
 Chi è veramente il morto?”.
Cominciarono a sfilare lentamente.
Ognuno si affacciava alla bara 
e guardava dentro, poi usciva dalla chiesa.
Uscivano silenziosi, un pò confusi.
Perché tutti coloro che volevano 
vedere il cadavere della parrocchia di Santa Eurosia 
e guardavano nella bara,vedevano, 
in uno specchio appoggiato sul fondo della cassa, il proprio volto.


Non lamentiamoci se nelle nostre chiese 
c’è odore di chiuso e tanta polvere nella sale parrocchiali, probabilmente
anche nelle nostre anime si respira la stessa aria e c’è la stessa polvere…