Perché corri?

Da troppi giorni camminava in fretta.
Troppe cose da fare, troppe scadenze da rispettare e troppi problemi da risolvere. Arrivò al bar accanto al lago con il fiato corto e il cuore stanco. Non c’erano parole da dire, solo un cenno alla barista che già sapeva. Il cappuccino fumava piano, le brioche erano calde, e il tavolo vicino alla finestra lo aspettava come ogni volta. Fuori, l’acqua era immobile, come se il tempo avesse deciso di fermarsi anche lui.
Mise via il telefono, abbassò le spalle, e lasciò che il silenzio gli si sedesse accanto.
Non cercava risposte, né conforto: solo un luogo dove non dover essere forte.
E in quel piccolo angolo di mondo, capì che la pace non si conquista.
Si riceve, quando si smette di correre.

“In te regna la pace quando smetti di correre e ti affidi a Dio”
“Solo il silenzio porta la pace nel cuore.”


Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede?
 Non preoccupatevi dunque dicendo: «Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?». Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno. Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. 
Non preoccupatevi dunque del domani,
perché il domani si preoccuperà di se stesso.
A ciascun giorno basta la sua pena.
(Mt 6,25-34)


“Gesù non m’insegna a contare gli atti di virtù,
m’insegna a fare tutto per amore, a non rifiutargli niente,
ad essere contenta quando mi dà un’occasione di mostrargli che lo amo,
ma tutto questo nella pace, nell’abbandono.”
(S.Teresa di Lisieux)