Basta così poco!

Angela era diversamente abile
e viveva in una casa-famiglia con tanti altri come lei.
Tutti avevano imparato a volersi bene tra loro 
( anche se ogni tanto litigavano) 
e ad amare tutti quelli che, con infinita pazienza, 
si prendevano cura di loro: 
quelle suore che erano degli angeli indaffarati, gli ausiliari, 
persino i volontari che venivano per la prima volta, le novizie..
Angela era sempre allegra, 
rideva sempre e una volta fece un bellissimo regalo a tutti.
Un giorno, finita l’attività manuale, 
prima di essere accompagnata a tavola,
Angela fermò nel corridoio don Alberto.
Gli disse che voleva una benedizione da lui.
Il prete, con gesto automatico,
tracciò un segno di croce sulla fronte della ragazza, 
borbottando le parole di rito.
Angela protestò:
“No, no! Non così! Voglio una benedizione vera!”
Don Alberto fece un sorriso…a metà tra il bambino beccato
con le mani nella marmellata e quello che ha avuto un’illuminazione.
Le disse:
” Ti darò la benedizione che vuoi questa sera, dopo la messa.”
“Ricordati, l’hai promesso!”, gli gridò Angela,
che nel frattempo era stata accalappiata da suor Marina 
e apostrofata con uno “Stiamo aspettando te!”
La sera, che per la casa-famiglia significava le 5 del pomeriggio, 
finita la messa, don Alberto disse:
“Fermi tutti, restate dove siete!”
Marco, l’infermiere, lo guardò un pò stupito 
e poi si lanciò a recuperare quelli 
già proiettati verso la porta.
Dopo un pò di trambusto, 
tutti erano nuovamente al loro posto, in cerchio.Don Alberto riprese:
“Oggi Angela  mi ha chiesto una benedizione speciale.”,  
poi, guardando la ragazza, disse: “Vieni”.
Angela si alzò, giunse davanti al prete e d’istinto lo abbracciò.
Lui indossava una tunica bianca dalle maniche così ampie che, 
quando strinse Angela tra le braccia,
quasi la nascose alla vista.
Allora, guardandola negli occhi, le disse:
“Angela, sono contento che tu sia qui. 
Voglio ringraziare il Signore per il dono della tua presenza.
Tu sei un tesoro prezioso 
e la tua vita ha un valore inestimabile per il mondo.
Sei fonte di felicità per gli altri e lodo il Signore, 
che ha manifestato la sua grandezza in una perla rara quale tu sei! 
Io ti benedico con tutto il mio cuore nel nome di nostro Padre, 
quel Padre che ti vuole bene oltre ogni limite.
Ti voglio bene anch’io.”
La ragazza sorrise con gli occhi lucidi, 
dando segno di aver capito le parole del prete.
A quel punto tutti vollero la loro benedizione speciale 
e iniziò una processione di ruote di carrozzina,
bastoni e ciabatte fino all’altare.
Don Alberto abbracciava tutti, a uno a uno,
e per tutti trovava una parola, 
una frase che fosse proprio fatta per ciascuno…
una benedizione speciale e vera.
Marco, l’infermiere, era rimasto in fondo alla cappella ad osservare con occhio vigile
che nessuno si facesse male in qualche modo.
Alla fine, quando tutti furono tornati al loro posto, 
guardò don Alberto e disse “E io?”
“Vieni”, si senti rispondere.
Si avviò all’altare e si immerse nel bianco abbraccio.
“Marco, sono felice che tu sia qui.
Voglio ringraziare il Signore di tutto cuore per il dono della tua presenza.
Ti ringrazio perché porti ogni giorno conforto 
e aiuto a questi fratelli e sorelle in difficoltà 
e lo fai con personale sacrificio ma sempre con gioia, 
con buona volontà e con fiducia nel prossimo.
Prego Dio perché ti dia sempre 
la forza di continuare questo cammino, 
perché mantenga il tuo spirito saldo e il tuo cuore sensibile, 
la tua mente aperta e le tue mani forti, 
perché la tua fede cresca di giorno in giorno.
Ti voglio bene, tutti noi ti vogliamo bene 
e ti ama il Padre nostro che è nei cieli.
Ti benedico con gioia e con tutto l’amore 
di cui è capace il mio povero cuore.”


Tante volte per rendere felice 
un’altra persona basterebbe così poco…
E’ sufficiente una parola, ma sincera,
un sorriso, ma spontaneo,
il nostro affetto, ma incondizionato.
Tante volte essere felici sarebbe così facile…


«Non tutti quelli che dicono: “Signore, Signore!” entreranno nel Regno di Dio.
Vi entreranno soltanto quelli che fanno la volontà del Padre mio che è in cielo.
Quando verrà il giorno del giudizio, molti mi diranno:
 “Signore, Signore! Tu sai che noi abbiamo predicato in tuo nome,
e invocando il tuo nome abbiamo scacciato demoni e abbiamo fatto molti miracoli”.
Ma allora io dirò: Non vi ho mai conosciuti. Andate via da me, gente malvagia!»

(Matteo 7,21-23).