Una tazza di té…
Un maestro di spiritualità, noto per la saggezza delle sue dottrine,
ricevette la visita di un professore universitario
che era andato da lui per interrogarlo sul suo pensiero.
Il saggio servì il té: colmò la tazza del suo ospite,
e poi continuò a versare, con espressione serena e sorridente.
Il professore guardò traboccare il té,
tanto stupefatto da non riuscire a chiedere spiegazione di una distrazione
così contraria alle norme della buona educazione;
ma, a un certo punto, non poté più contenersi:
“Ma non vedi? È ricolma! Non ce ne sta più!” gridò.
“Come questa tazza” disse il saggio imperturbabile,
“tu sei ricolmo della tua cultura, delle tue opinioni,
delle tue false sicurezze e del tuo orgoglio:
come posso parlarti di Dio,
che è comprensibile solo agli animi semplici e aperti,
se prima non vuoti la tua anima?”
In quel tempo Gesù disse:
“Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra,
perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti
e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli.
Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te”.






