Stare nelle sue braccia…

Un’anziana signora stava stirando.
Arrivò l’angelo della morte e le disse:
«È il tempo, vieni!».
La donna rispose: «Va bene, ma lasciami finire di stirare tutta la biancheria.
Chi lo farebbe altrimenti? E poi devo cucinare: mia figlia lavora fino a tardi e ha bisogno di trovare qualcosa da mangiare quando torna a casa sfinita. Lo capisci questo?».
L’angelo se ne andò.
Dopo un po’ di tempo tornò. Chiese alla donna se fosse pronta a lasciare la casa:
«È il tempo, vieni!».
La donna rispose:
«Questa è l’ora del mio turno alla casa di riposo. Là mi aspettano almeno dieci persone dimenticate dalle loro famiglie. Posso piantarle in asso così?».
L’angelo se ne andò.
Dopo qualche tempo tornò e disse:
«È l’ora, andiamo».
La donna rispose:«Sì, hai ragione, è giusto… ma chi andrà a prendere il mio nipotino alla scuola materna se non ci sarò più?».
L’angelo sospirò:
«D’accordo, aspetterò finché il tuo nipotino non potrà andare a scuola da solo».
Alcuni anni dopo, la donna, ormai stanca e piena di acciacchi, sedeva sulla sua poltrona e pensava: «Adesso potrebbe arrivare l’angelo. Dopo tutta questa fatica, la casa di Dio deve essere meravigliosa».
L’angelo arrivò.
La donna gli chiese:
«Mi porti adesso nelle braccia di Dio?».L’angelo rispose:
«E dove credi di essere stata per tutto questo tempo?».


Chi vive nel dono di sé non deve cercare il Cielo altrove:
abita già, senza saperlo, nel cuore stesso di Dio.


«In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo
di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me.»
(Vangelo di Matteo 25,40)


Pensa che ogni volta che ti occupi del tuo prossimo con amore,
è di Me che ti prendi cura. Non aspettare l’eternità per vivere con Me:
se ami, sei già in Me e Io in te.
(Gabrielle Bossis – Lui e Io – Diario intimo di una mistica del novecento)