Amare l’altro significa…
Gianluca era seduto davanti al suo computer
quando arrivò un collega di lavoro per parlare con lui.
“Sto per sposarmi, Gianluca”, gli disse l’amico,
“e sono molto entusiasta.
Tu non hai mai pensato di sposarti?”.
Gianluca rispose: “Sì, ci ho pensato.
Quand’ero giovane lo desideravo molto.
Volevo trovare la moglie perfetta.
Mi sono messo in viaggio ed ho girato l’Italia per mari e monti.
Ho incontrato una bella donna piena di grazia,
gentile e molto spirituale, ma che non conosceva il mondo.
Allora mi sono rimesso in viaggio in giro per l’Europa.
Là ho incontrato una donna che era sia spirituale che mondana,
bella sotto molti punti di vista, ma non riuscivamo a comunicare.
Alla fine sono andato Negli Stati Uniti e dopo molte ricerche l’ho trovata.
Era profonda di spirito, piena di grazia, bella sotto tutti i punti di vista.
Sentivo di aver trovato la moglie perfetta”.
L’amico gli fece un’altra domanda:
“Allora perché non l’hai sposata?”.
“Ahimè” disse Gianluca scuotendo la testa,
“anche lei stava cercando il marito ideale!”.
Amare significa accogliere un “altro” con il suo modo di essere,
la sua diversità, i suoi difetti,
non la copia di qualche nostro irrealizzabile sogno.
Il marito perfetto è quello che non vuole una moglie perfetta.
E viceversa naturalmente…






