Di cosa ti accontenti?

Un vecchio eremita fu invitato, una volta,
alla corte del re più potente di quell’epoca.
“Io invidio un sant’uomo, 
che si accontenta di tanto poco”,
disse il sovrano.
“E io invidio vostra maestà, 
che si accontenta di meno di me”,
rispose l’eremita.
“Come potete dirmi questo, 
se tutto il paese mi appartiene?”,
esclamò il re, offeso.
“Proprio per questo! Io ho la gioia,
la serenità, conosco il senso della mia vita, 
poiché ho Dio nella mia anima!
Vostra maestà, invece, ha soltanto questo regno.”


Con Cristo non ci sono inutili problemi.
Senza Cristo non ci sono soluzioni.


«Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché,
anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».
Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: «Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? 
Farò così – disse -: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; riposati, mangia, bevi e divertiti!». Ma Dio gli disse: «Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?». 
Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».

(Vangelo di Luca 12,15-21)