Guardami…
In un centro di raccolta per barboni,
un alcolizzato di nome Giovanni,
considerato un ubriacone irrecuperabile,
fu colpito dalla generosità dei volontari del centro e cambiò completamente.
Divenne la persona più servizievole che i collaboratori
e i frequentatori del centro avessero mai conosciuto.
Giorno e notte, Giovanni si dava da fare instancabile.
Nessun lavoro era troppo umile per lui.
Sia che si trattasse di ripulire una stanza
in cui qualche alcolizzato si era sentito male,
o di strofinare i gabinetti insudiciati,
Giovanni faceva quanto gli veniva chiesto col sorriso
sulle labbra e con apparente gratitudine,
perché aveva la possibilità di essere d’aiuto.
Si poteva contare su di lui quando c’era da dare
da mangiare a uomini sfiniti dalla debolezza,
o quando bisognava spogliare e mettere a letto
persone incapaci di farcela da sole.
Una sera, il cappellano del centro parlava alla
solita folla seduta in silenzio nella sala
e sottolineava la necessità di chiedere a Dio di cambiare.
Improvvisamente un uomo si alzò,
percorse il corridoio fino all’altare,
si buttò in ginocchio e cominciò a gridare:
“Oh Dio! Fammi diventare come Giovanni!
Fammi diventare come Giovanni!
Fammi diventare come Giovanni!”.
Il cappellano si chinò verso di Lui e gli disse:
“Figliolo, credo che sarebbe meglio chiedere:
“Fammi diventare come Gesù!”.
L’uomo guardò il cappellano con aria interrogativa e gli chiese:
“Perché, Gesù è come Giovanni?”.
Se qualcuno ti chiede:
“Com’è un cristiano?”
“Guardami” è l’unica risposta accettabile.






















