Sai camminare nel buio?
C’era un bambino che camminava nel buio. Non aveva paura, ma non sapeva dove stava andando.
Il sentiero era quasi invisibile, e l’aria tratteneva il respiro.
Nella mano teneva una piccola luce. Non illuminava molto: non bastava per vedere lontano. Era una luce modesta, ma viva. Ogni tanto il bambino la guardava, per essere certo che fosse ancora lì. E ogni volta non cambiava il buio: cambiava lui.
Sentiva un calore leggero, come un promemoria silenzioso: “Anche se è tutto buio, io ti vedo.”
Così continuò a camminare. Non perché avesse capito la strada, ma perché quella luce gli bastava per fare il passo davanti a sé.
E scoprì che il buio non era un nemico, ma lo spazio in cui abbandonarsi e fidarsi di quella luce.
Viviamo in un mondo immerso nelle tenebre.
Quella piccola luce, la luce della fede, non serve a capire la strada.
Serve a ricordarti che non sei lasciato nel buio.
La Pasqua è questo:
una vita che ricomincia proprio dove sembrava tutto finito.
Non devi vedere lontano.
Ti basta la luce che illumina i tuoi passi.
“Anche se ti senti nelle tenebre, credi che Io sono la Luce.
La tua fede è più preziosa per Me quando non vedi nulla,
perché è allora che Mi dai la prova più pura del tuo amore.
***
“Non aver paura del domani. Io sono già lì.
Quando cammini nell’oscurità, stringi la Mia mano più forte.
Il buio serve a farti sentire quanto hai bisogno di Me.
***
“Guarda Me, non la tempesta.
Se guardi le onde, affondi.
Se guardi il Mio volto, cammini sulle acque.
Credi nel Mio amore per te: è immutabile,
anche quando il tuo cuore è stanco
***
(Gabrielle Bossis – Lui e Io – Diario intimo di una mistica del novecento)






















